Trasformare un dolore profondo in un gesto di solidarietà di grande valore per tutti.
Donato alla palestra della scuola Duca D’Aosta un defibrillatore per ricordare Aleksij Soban, prematuramente scomparso mentre giocava a calcetto.
Trasformare un dolore profondo in un’azione di grande valore per tutti.
Un gesto di solidarietà per ricordare Aleksij Soban, atleta scomparso prematuramente a causa di un infarto nel maggio 2022 mentre giocava a calcetto nella palestra della scuola Duca D’Aosta, dove da questa mattina è presente un nuovo defibrillatore, donato dalla Società Calcio Arsoni in cui Soban militava, con l’obiettivo di garantire un tempestivo intervento in caso di necessità.
All’epoca dei fatti, pur avendo ricevuto tempestivi soccorsi, utilizzando anche il defibrillatore già presente all’interno della palestra, purtroppo il cuore di Aleksij smise di battere a soli 50 anni, lasciando sgomenti i suoi compagni di squadra, con cui si dilettava a giocare a calcetto, la sua famiglia e quanti lo conoscevano.
I suoi compagni di squadra, attraverso l’Associazione Ricreativa A.R. Fincantieri, hanno dato vita a una serie di iniziative di solidarietà per onorarne la memoria, tra cui il “Memorial Soban”, un torneo giovanile di calcetto che ha permesso di raccogliere fondi destinati all’acquisto di un defibrillatore e di una targa commemorativa per ricordare il loro caro amico scomparso troppo presto, entrambi destinati alla palestra in cui si verificò la tragedia.
E proprio in quella palestra si è svolta questa mattina una toccante cerimonia di consegna del materiale donato, alla presenza dell’amministrazione comunale, del responsabile della S.C. Arsoni, Fabio Manfrin, del presidente dell’A.R. Fincantieri, Carlo Fucile e della moglie e dei figli di Aleksij, accompagnati dagli alunni delle classi quarta e quinta della scuola Duca D’Aosta.
Una donazione che rappresenta un forte segnale di comunità e di sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione e della tempestività negli interventi di emergenza attraverso un contributo concreto alla sicurezza degli atleti e degli studenti, con l’intento, da parte dei promotori, “di cercare di dare un senso a un evento difficile e inspiegabile, offrendo un supporto a coloro che dovessero trovarsi nella nostra stessa situazione” - ha specificato Manfrin.
Carlo Fucile, anch’egli coinvolto nell’organizzazione, ha aggiunto: “Abbiamo aderito con convinzione a questo progetto, collaborando con il Comune per dotare la palestra di un salvavita. In quella tragica sera, è stato fatto tutto il possibile, ma purtroppo non è stato possibile salvare Soban. Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa iniziativa, dagli amici di Aleksij alle associazioni sportive che hanno partecipato attivamente alla raccolta fondi”.
Emanuela Koren, moglie di Aleksij, ha espresso la sua gratitudine: “Ringrazio di cuore gli amici di Aleksij per l’impegno e per aver trovato un modo così significativo per ricordarlo. L’auspicio di tutti noi è che questo defibrillatore non debba mai essere utilizzato.”
Una donazione sostenuta con convinzione anche dall’amministrazione comunale, che testimonia l’importanza della solidarietà dei cittadini e delle società sportive del territorio in progetti che interessano l’intera comunità e della prevenzione anche quando si fa sport.
Il defibrillatore che era già presente nella palestra della scuola Duca D’Aosta verrà presto riposizionato in un’altra struttura comunale.
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